Libreria

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Dal 1° set­tem­bre 2011 una nuo­va legge andrà a cam­biare l’in­tero mon­do del­l’ed­i­to­ria ital­iana. Si trat­ta del­la legge Levi, molto più spes­so defini­ta dai media come “Legge anti-Ama­zon”, per il ritorno neg­a­ti­vo che qua­si sicu­ra­mente porterà al colos­so statu­nitense. Se ne è par­la­to tan­to, ma in cosa con­siste precisamente?

Il testo verte prin­ci­pal­mente sulle scon­tis­tiche al cliente finale, colpen­do qual­si­asi riven­di­tore, dal pic­co­lo libraio ai colos­si del web. Nes­suno potrà infat­ti appli­care scon­ti supe­ri­ori al 15%, nem­meno nei peri­o­di di mag­giore ven­di­ta, come il Natale e l’es­tate*. Sarà pos­si­bile effet­tuare scon­ti fino ad un 20% solo nel caso di even­ti spe­cial­iz­za­ti o di ven­di­ta a favore di asso­ci­azioni benefiche e sim­ili. Grande smac­co quin­di per Ama­zon e IBS, che han­no cre­ato la pro­pria brand aware­ness pro­prio sul­la ven­di­ta a prezzi ridotti.

Agli edi­tori sarà inoltre con­ces­so di creare pro­mozioni ad hoc, ma anch’esse con una scon­tis­ti­ca mas­si­ma del 25%, e fuori dal peri­o­do natal­izio. Una novità in favore dei librai più pic­coli però in questo caso ci sarà, per­chè le stesse tar­iffe dovran­no essere appli­cate a tut­ti i dis­trib­u­tori, indipen­den­te­mente dal­la grandez­za dell’esercizio.

Dif­fi­cile credere in ogni caso a Mar­co Polil­lo, pres­i­dente del­l’As­so­ci­azione Ital­iana Edi­tori, nel suo affer­mare che “la legge Levi è il frut­to di un lun­go dibat­ti­to che ha inter­es­sato tut­ti i sogget­ti, gran­di e pic­coli del­la fil­iera del libro: edi­tori, librai e dis­trib­u­tori”. Sin­ce­ra­mente da let­trice non vedo come una legge del genere pos­sa portare gio­va­men­to, vis­to l’in­cre­men­to costante nel prez­zo dei lib­ri, che spinge sem­pre di più al ricor­so alla pira­te­ria, colpen­do soprat­tut­to le librerie più piccole.

Una pecu­liar­ità inter­es­sante del­la legge comunque non è sta­ta molto pub­bli­ciz­za­ta. Si trat­ta del Com­ma 5 del­l’art. 2, per il quale la rego­la­men­tazione delle scon­tis­tiche non si appli­ca per

f) lib­ri pub­bli­cati da almeno ven­ti mesi e dopo che siano trascor­si almeno sei mesi dall’ultimo acquis­to effet­tua­to dal­la libre­ria o da altro ven­di­tore al dettaglio;

e per

g) edi­zioni des­ti­nate in via pri­or­i­taria ad essere cedute nell’ambito di rap­por­ti asso­cia­tivi.

In sostan­za grup­pi come il Club del­l’Ed­i­tore diven­ter­an­no molto più con­ve­ni­en­ti, così come l’ac­quis­to di lib­ri usci­ti da qua­si 2 anni.

In 12 mesi il Gov­er­no testerà gli effet­ti del­la legge, che saran­no poi rifer­i­ti in Parlamento.

Sin­ce­ra­mente? Mi sem­bra una legge assur­da. Si par­la male degli Ital­iani, di quan­to poco leggano rispet­to al resto degli europei.. e poi cosa si fa? Si aumen­ta in sostan­za il prez­zo dei lib­ri? Si trat­ta di un set­tore in crisi che dev’essere rilan­ci­a­to, ma non cre­do che ques­ta sia la scelta gius­ta, per­chè elim­in­erà pian piano un numero di let­tori sem­pre più alto.

Io per­sonal­mente ho approf­itta­to del­l’offer­ta anti-legge di Ama­zon (anche IBS e BOL ne stan­no attuan­do di sim­ili, così come le Librerie Giun­ti), e pen­so che nei prossi­mi mesi sfrut­terò molto di più la bib­liote­ca del­la mia cit­tà. Per­chè leg­gere può piacere, ma l’al­bero dei sol­di anco­ra non l’han­no inventato.

* La legge non fa rifer­i­men­to agli e‑book, che sono tas­sati diversamente.

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