La storia delle espadrillas
La storia delle espadrillas

A sin­is­tra Grace Kel­ly, a destra Don John­son e Philip Michael Thomas in Mia­mi Vice. (Fonte)

Tornate di pre­poten­za tra i trend dell’estate, le espadrillas sono il genere di scarpa che si ricol­le­ga auto­mati­ca­mente a 3 cose: la Spagna, gli anni ’70 e il viag­gia­tore bohemi­enne com­ple­ta­mente dis­tac­ca­to dal­la cul­tura mate­ri­ale. Qual è però la sto­ria di queste scarpe? 

Le notizie sem­bra­no perder­si nel tem­po. C’è chi vi potrebbe dire che era­no le scarpe dei pesca­tori del­la cos­ta bas­ca più di 200 anni fa, chi invece vi con­trad­di­rebbe facen­dovi notare che esistono doc­u­men­ti che le nom­i­nano che risal­go­no al 1300, e chi anco­ra le farebbe risalire alle colonie africane dell’antica Roma.

Sem­bra essere cer­ta solo l’origine del nome, che si riferisce al mate­ri­ale con cui la scarpa è costru­i­ta. Espar­denya (da cui espadrillas in spag­no­lo ed espadrilles in francese) è infat­ti il ter­mine con cui si indi­ca lo spar­to di cui è cos­ti­tui­ta la suo­la. Si trat­ta di una pianta perenne che cresce nelle zone costiere che si affac­ciano sul Mar Mediter­ra­neo, che da sec­oli viene uti­liz­za­ta per pro­durre car­ta, viste la sua alta resisten­za alla ten­sione e l’elevata flessibil­ità.

Come si è pas­sati però da una scarpa pen­sa­ta per i lavo­ra­tori ad uno sta­tus-sym­bol? La ragione va ricer­ca­ta nel­la Cas­tan­er, azien­da spag­no­la atti­va dal 1927, che negli anni ’50 e ’60 è rius­ci­ta a fare calzare i pro­pri mod­el­li alle icone di stile del tem­po: Grace Kel­ly, Brigitte Bar­dot e Jack­ie Kennedy.

Due modelli Castaner per Yves Saint Laurent, 1970

Due mod­el­li Cas­tan­er per Yves Saint Lau­rent, 1970

Come spes­so accade però ad un peri­o­do d’oro ne segue uno più buio, il decli­no qua­si assi­cu­ra­to di un trend che rag­giunge l’apice trop­po in fret­ta. A “sal­vare” le espadrillas inter­viene però negli anni ’70 un gio­vane Yves Saint Lau­rent, che in col­lab­o­razione con la Cas­tan­er aggiunge zep­pa, stampe e tes­su­ti diver­si dal cotone, per creare quel­lo che diven­terà il must del decen­nio, e che tut­to­ra tor­na cicli­ca­mente sulle passerelle.

E quest’estate? Se ne vedono vera­mente di tut­ti i col­ori e le forme.

Il mod­el­lo clas­si­co ovvi­a­mente non tra­mon­ta, ma tra zeppe col­orate, allac­cia­ture a foulard e tinte neon ce n’è vera­mente per tut­ti i gusti.

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