Lin­coln Rhyme, inves­ti­ga­tore tetraplegi­co (lo stes­so de Il collezion­ista di ossa), deve sca­gionare il cug­i­no e altri inno­cen­ti, accusati di omi­cidio dopo che la polizia ha trova­to prove a schi­ac­cianti a pro­prio cari­co. Il vero assas­si­no è “l’uo­mo che sa tut­to”, e che può cam­biare qual­si­asi dato: lo troverà?


Bellis­si­mo. Non a caso il Times ha defini­to Deaver “il più grande autore di thriller vivente”. Anche in questo caso, come in Pro­fon­do Blu, si par­la di pri­va­cy e infor­mat­i­ca, ma ad essi si aggiunge un con­cet­to soci­o­logi­co: la teo­ria del­la fines­tra rot­ta, appli­ca­ta negli anni ’90 a New York dal sin­da­co Giu­liani, ma sem­pre attuale. Il thriller è coer­ente a tut­ti gli altri romanzi di Deaver: ci sono il poliziot­to sagace ma qua­si pri­vo di sen­ti­men­ti e la poliziot­ta istin­ti­va e intel­li­gente, la sfera per­son­ale del­l’in­ves­ti­ga­tore viene spes­so e volen­tieri minac­cia­ta, e l’i­den­tità del­l’as­sas­si­no si capisce solo nelle ultimis­sime pagine.

Se dò rilie­vo a quest’ul­ti­ma cosa è per­chè sem­pre più spes­so mi tro­vo a leg­gere romanzi polizieschi il cui assas­si­no si sco­pre subito: che sen­so ha? Ulte­ri­ore pre­gio di Deaver è la scrit­tura, che può essere defini­ta qua­si cin­e­matografi­ca, tan­to assomiglia ad una sceneggiatura.

Non a caso effet­ti­va­mente molti dei suoi romanzi sono sta­ti trasposti sul grande scher­mo, con attori del cal­i­bro di Den­zel Wash­ing­ton (che ne Il collezion­ista di ossa inter­pre­ta­va pro­prio Lin­coln Rhyme) ed Angeli­na Jolie.

Questo poi è un roman­zo che fa pen­sare: quan­ta atten­zione prestate quan­do for­nite infor­mazioni su di voi? Quan­to sono sicuri i social net­work? Esiste vera­mente un Grande Fratel­lo al giorno d’og­gi, come in 1984? Che potere han­no effet­ti­va­mente le soci­età di data min­ing?

Ehi, mi rac­co­man­do: tenete d’oc­chio la vos­tra iden­tità. Se non lo fate voi, lo farà parec­chia altra gente.

[Rating:8.5/10]

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