Ieri è sta­ta una gior­na­ta decisa­mente sfi­ga­ta.

Arri­vo in uni­ver­sità (in anticipo di 45 minu­ti) e sco­pro che l’esame è sta­to pos­tic­i­pa­to di 1 ora e mez­za a causa di ritar­do del­la prof. Il tele­fono mi si scar­i­ca prati­ca­mente del tut­to quin­di non riesco ad avere con­tat­ti con il mon­do ester­no. Arriva­ta in aula pc (l’esame era di infor­mat­i­ca) ovvi­a­mente mi bec­co il com­put­er col mouse che non fun­ziona, e si pianta ogni due per tre. Poi, ovvi­a­mente, in quegli uni­ci 10 minu­ti che devo stare all’aperto per andare a pren­dere il treno si mette a pio­vere.

L’apoteosi? Appe­na arriva­ta a casa mi ha pun­to una ves­pa. Neanche all’esterno, pro­prio in cam­era mia. Anda­ta in pron­to soc­cor­so (che non si sa mai) un’insulsa infer­miera bion­da, sen­za neanche guardar­mi in fac­cia, tan­to meno la mano, mi ha dato il con­siglio del sec­o­lo: “eh.. met­ti un po’ di ghi­ac­cio, e poi non so.. come si chia­ma quel­la poma­ta per i bec­coni? Foyles? [det­to con accen­to sbaglia­to] Se poi ti si gon­fia tan­to o ti fa male chia­ma la guardia med­ica”.

Ner­voso più totale.

Il risul­ta­to è che ora ho la mano che mi fa malis­si­mo, e ovvi­a­mente è la destra. In ses­sione d’esami va sem­pre tut­to per il ver­so gius­to.

advert-image