Ulti­ma­mente parte del web sem­bra esser­si schier­a­ta in una sor­ta di guer­ra a colpi di stoc­cate medi­atiche: c’è chi sta con le fash­ion blog­gers, e chi invece le den­i­gra (vedi La fac­cia avvili­ta di Mis­cha Bar­ton & Co.). Bisogna chiarire però che con il ter­mine fash­ion blog­ger in questo caso si è fat­ta molto con­fu­sione: sebbene in tut­to il resto del mon­do ci si riferisca a un/una blog­ger che par­la di moda (come i nos­tri Trend & The City o PigChic), qui in Italia si con­sid­era tale nel mag­gior parte dei casi solo la tipi­ca ragaz­za in stile Fer­rag­ni che pub­bli­ca gior­nal­mente i pro­pri look.

Lei copia le france­si e le ital­iane copi­ano lei, fine del­la sto­ria. Ci sono quelle carine e intel­li­gen­ti che riescono a met­tere quat­tro parole in croce (vedi Veron­i­ca Fer­raro), ci sono le affa­mate di fama che vendereb­bero la madre per pas­sare su Stu­dio Aper­to, e ci sono anche delle burine spaven­tose che prob­a­bil­mente dormi­vano durante tutte le lezioni di gram­mat­i­ca. Ah, dimen­ti­ca­vo, ci sono anche le poliglotte che per sem­brare più fes­ciòn usano l’in­glese ogni due parole, com­po­nen­do ver­si per cui il povero Shake­speare si sta sicu­ra­mente riv­oltan­do nel­la tom­ba.

Tut­ta ques­ta pre­mes­sa gius­to per farvi capire che non sto nè da una nè dal­l’al­tra parte, per­chè come per tut­to non si può gen­er­al­iz­zare.

Cer­to capi­ta spes­so e volen­tieri che saltan­do da un fash­ion blog all’al­tro mi chie­da “Ma ques­ta pri­ma di pub­bli­care certe cose ci ha pen­sato due volte?” trovan­do­mi davan­ti foto deg­ne di un provi­no per Tin­to Brass.

Det­to questo, tro­vo assur­do come ulti­ma­mente non si abbia più un min­i­mo di riteg­no nel­lo scri­vere certe cose. C’è chi come Jules prende le cose sul rid­ere, ma ho let­to cer­ti post in cui dire che si trat­ta di cat­tive­ria è un eufemis­mo. Come mi dice­va poco fa Mar­ti­na, una cosa è insin­uare che una ragaz­za pub­blichi foto di borse false, un’al­tra è dire che fa mar­che­tte.

Pos­so capire la sati­ra, ma l’in­sul­to puro e sem­plice, gius­to per il gus­to di far­lo, pro­prio non mi va giù.

Sen­za con­tare poi il fat­to che spes­so e volen­tieri si deri­dono queste ragazze per l’u­so impro­prio del­l’i­tal­iano, ma gli errori che ven­gono fat­ti nelle critiche a loro riv­olte? Siamo lì lì, se non peg­gio.

Tut­to questo per dire che sec­on­do me si pren­dono tan­to in giro ste povere fash­ion blog­ger, e ok, molte se lo mer­i­tano anche, ma anche dal­l’al­tra parte ci si dovrebbe ridi­men­sion­are un po’.

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