Purtrop­po i man­ga giap­pone­si in Italia (a dif­feren­za che in Giap­pone) sono cat­a­lo­gati come cose da bam­bi­ni o ragazz­ine che di tes­ta non sono cresciute trop­po.

Io sono una di quelle per­sone che i man­ga li amano, se poi l’autrice è Ai Yaza­wa entro in estasi com­ple­ta, per­chè ha con­cepi­to dei cap­ola­vori del genere. Ogni vol­ta che la leg­go mi sem­bra qua­si di avere davan­ti una Banana Yoshi­mo­to fumet­tista, ma con un toc­co di iro­nia in più. Sarà per le atmos­fere mal­in­coniche, i rifer­i­men­ti punk o i con­tinui flash­back.

La serie che sto seguen­do al momen­to è per l’appunto sua, e si inti­to­la Nana, ovvero sette, ed è sta­ta anche trasmes­sa in ver­sione ani­ma­ta l’anno pas­sato su Mtv (l’unica rete per altro che pro­pone ani­me più adul­ti e soprat­tut­to non cen­surati come in Medi­aset o Rai). E’ la sto­ria di due ragazze dal­lo stes­so nome, Nana per l’appunto, decisa­mente diverse tra loro, ma che per cause di forza mag­giore si ritrovano a vivere insieme. E’ così che nasce tra di loro un’amicizia a volte forse mal­sana, a cui si intrec­ciano amori, tradi­men­ti, lot­ta per il suc­ces­so, il tut­to sulle note di musi­ca punk.

Purtrop­po ora la serie è sospe­sa (dopo un’avvenimento shock per­al­tro >.< lacrime a non finire!) a causa del­la salute dell’autrice.. Chissà quan­do rius­cire­mo a vedere un altro vol­ume in Italia..

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